Ho appena finito di leggere Wikinomics – La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo, di Don Tapscott e Anthony D. Williams (Rizzoli 2007), un libro che ci permette di capire molto bene i meccanismi legati ai nuovi modelli economici e di relazioni umane indotti dall’evoluzione del web.
Si parla apertamente di nuovo paradigma, basato sul modello di Wikipedia, l’enciclopedia online alla quale tutti possono contribuire liberamente. La wikinomics è vista come un sistema complesso formato da singoli individui, associazioni e network che, interagendo e collaborando tra di loro tramite blog, community, email, possono trasformarsi in forza economica collettiva di dimensioni globali.
Si tratta di un universo – spiegano gli autori del libro – “in cui consumatori, lavoratori, fornitori, business partner e anche concorrenti sfruttano la tecnologia della rete per innovare insieme e per produrre nuova conoscenza.” La chiave del successo delle organizzazioni risiede secondo Tapscott e Williams nella piena accettazione del modello basato sulla collaborazione, sull’apertura, sulla condivisione, sull’auto-organizzazione. È la logica naturale – se ci pensiamo bene – dei sistemi viventi e degli ecosistemi di fronte a un aumento vertiginoso della complessità. Una logica diametralmente opposta a quella fondata sul modello tradizionale gerarchico-piramidale, che poggia le sue basi sulla piena libertà individuale ed è molto vicina all’ideale di democrazia diretta. Un modello che ha fornito prove eccellenti nei campi più disparati, non solo in quello economico. Ne abbiamo avuto la riprova anche in quello scientifico, come ad esempio nel caso della ricerca sul genoma umano o in quello, particolarmente significativo, dell’Enciclopedia della vita (Edv). Un progetto, quest’ulimo, che si propone di creare per ognuna delle specie animali e vegetali classificate nell’intero pianeta (quasi 2 milioni), una pagina web in cui raccogliere ogni informzione documentata.
Nel leggere questo libro ho pensato che sarebbe bello dedicarlo a Mario Adinolfi, il giornalista-blogger che si è candidato alla guida del partito democratico.
Seguo da tempo con molto interesse le idee di Mario sul suo blog e credo che Wikinomics dovrebbe essere uno dei testi di riferimento del suo progetto politico, basato sul ricambio generazionale e sul modello reticolare del web.
Da qui un grande in bocca al lupo a Mario e soprattutto l’auspicio che la sua sia una battaglia che vada ben oltre la sacrosanta rivendicazione di una maggiore presenza di una generazione (quella dei 30-40enni) finora letteralmente esclusa dalle stanze del potere. Ma credo che la sua decisione di entrare in campo sia mossa da un obiettivo ben più ambizioso e che il suo messaggio sia rivolto a una platea decisamente più vasta di quella giovanile, anche perché è nell’interesse di tutti poter contare finalmente su un ricambio effettivo della classe dirigente e sulla sconfitta di quella casta di oligarchi che si illude di aver trovato nel Partito Democratico lo strumento per perpetuare il suo potere.
Una sfida folle, ai limiti dell’azzardo (il nostro è un gran giocatore di poker) il cui esito dipenderà moltissimo dalla capacità e dalla determinazione di Mario di restare coerente fino in fondo al modello collaborativo e sistemico della rete. A cominciare dalla visione del futuro che si vuol proporre, dall’elaborazione dei contenuti. Sviluppando una piattaforma aperta ai contributi di tutti, costruendo nuovi network, gruppi di studio e di lavoro su alcune questioni chiave del nostro tempo (energia e ambiente, ricerca scientifica, nuovo internazionalismo, ecc.) non limitati solo all’ambito italiano e dando voce ai non pochi talenti che sono emigrati all’estero e che popolano università e istituti di ricerca di mezzo mondo.
In un partito che finora si è segnalato per un desolante vuoto di idee e per una totale incapacità di comprendere le innovazioni sociali e tecnologiche, questo approccio è il vero valore aggiunto, l’asso decisivo che Mario dovrebbe calare subito in una partita ancora tutta da giocare.
Wikinomics e la sfida di Mario Adinolfi
Luglio 23, 2007 di ethos2006
Interessante quel che dici a proposito del libro. Trovo però forzato il riferimento ad Adinolfi. Non conosco il personaggio ma mi ricorda vagamente lo Scalfarotto delle primarie 2005.
Ti sbagli caro Giovanni. Vedrai che Mario Adinolfi sarà la grande sorpresa delle primarie. Ha grande coraggio e determinazione e sarà capace di rompere le uova nel paniere (the eggs in the basket, per citare un grande intellettuale) ai grandi capi dell’ulivo.