Ho trovato di pessimo gusto la petizione promossa dalla rivista Reset contro il libro di Magdi Allam “Viva Israele” e sottoscritta da centinaia di intellettuali e docenti universitari. Petizioni di questo tipo, che hanno come bersaglio un libro e un singolo individuo ottengono come risultato quello di istigare all’odio ed evocano altre petizioni intimidatorie di stampo fascista e comunista ben presenti nella nostra memoria.
Le ragioni le ha spiegate molto bene Pierluigi Battista sul Corriere di ieri, quando sosteneva che “resta la sgradevole sensazione che nel tutti contro uno messo in scena da una rivista si produca attorno a un libro il marchio della “pericolosità”, del discredito, della delegittimazione preventiva e dunque sleale. Qualcosa che ha il sapore dell’intimazione al silenzio, o comunque di un trattamento speciale che genera allarme sociale attorno a un libro e un effetto di intimidazione su un autore e sul suo editore chiamati, per così dire, a una maggiore prudenza nel futuro. Una deriva di arroganza che, anche se animata dalle migliori intenzioni, nella storia ha sempre condotto alla tentazione censoria e alla messa all’indice. Sempre.”
Si deve aggiungere, inoltre, che la slealtà e il pessimo gusto sono ancora maggiori quando il destinatario è un uomo che vive sotto scorta per le continue minacce di morte che pendono sul suo capo per via delle sue coraggiose prese di posizione contro Hamas (quella pacifica organizzazione filantropica con cui D’Alema vuole trattare) e contro tutti i sostenitori del fondamentalismo islamico.
Per concludere, si possono confutare alcune delle tesi esposte da Magdi Allam nel suo ultimo libro, ma non si può fare a meno di esprimergli solidarietà e ammirazione per le sue coraggiose battaglie in difesa della libertà.
Solidarietà a Magdi Allam
Luglio 20, 2007 di ethos2006
Non ho letto il libro di Magdi Allam, ma questa petizione mi ha fatto venir voglia di comprarlo.
Ritengo che Magdi Allam sia una delle migliori menti pensanti di questa nostra Italia. E’ un vecchio vezzo della nostra classe psudointellettuale linciare chi non si comporta in modo allineato e coperto.